Giovanni Paisiello, profeta in patria?

Di Mariella Agostinacchio.

“Questo è quello che succede
a chi vuol cambiar fortuna;
tutto spera e tutto crede
nelle stelle e nella luna;
ma alla fin si pentirà
chi lunatico sarà.”

Il Mondo della luna” di Carlo Goldoni. Musica di Giovanni Paisiello

E’ stato un susseguirsi pirotecnico per l’intelletto, la conferenza di Paolo Isotta al Must di Lecce, incentrata sul musicista Giovanni Paisiello.
A lui è dedicato uno dei teatri più frequentati e preziosi di Lecce, ma pochi ne conoscono biografia e produzione artistica. Il critico musicale ha tratteggiato abilmente un affresco storico e artistico di rara chiarezza, ponendo in luce l’aspetto innovatore ed europeista, spesso trascurato nell’approccio critico verso l’autore tarantino, confermando la sua analisi con ascolti pregiatissimi.

E’ nota la produzione dell’opera buffa, “La vedova di bel genio” e “L’idolo cinese” e il titolo più noto “Il Socrate immaginario”, che gli valse fama internazionale, tanto da farlo entrare alla corte di Caterina II di Russia a San Pietroburgo. Di questo periodo “Il barbiere di Siviglia” (competitor di Rossini) e “La serva padrona”. Ma è soprattutto nella produzione “seria” e tragica, che si scopre un Paisiello innovatore e ispiratore di giganti come Haydn che non lesina citazioni e riconoscimenti a Giovanni Paisiello, e lo stesso Mozart (quello de “La Clemenza di Tito” e di “Idomeneo”).
Mette in musica i drammi di Metastasio “’Alcide al bivio” (tema affrontato anche da Bach) e compone gli otto Concerti per strumento a tastiera e orchestra, di rara bellezza.
“Il Mondo della Luna”, da Goldoni, è stata una scoperta incondizionata, dove emerge la capacità di analisi della conditionne humaine, che in “Nina o pazza per amore” del 1786, troverà il suo culmine poetico e struggente, modernissimo anticipatore di suggestioni romantiche.
La biografia di Paisiello si intreccia con i grandi personaggi non senza frizioni e difficoltà, dai Borboni, a papa Pio VI Braschi, a Napoleone per cui compose nel 1802 una “Messa in pastorale” in Sol maggiore, che termina con la citazione della canzone natalizia di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, nota come “Tu scendi dalle stelle”, e un “Te Deum” in Si bemolle maggiore per l’incoronazione imperiale.

Molto nutrito e completo il repertorio e i titoli della sua produzione: dall’Oratorio, alla musica sacra, alla sinfonica, trasfusioni etnofoniche ed inserti bandistici.
I miei ascolti scoperti? Le sinfonie pietroburghesi, l’oratorio “La Passione di Gesù Cristo ” da Metastasio e la “Fedra”.
Dopo Duecento anni dalla morte, avvenuta il 5 giugno 1816, il suo genio si conferma indiscusso. Buon ascolto.