Prime nozze gay a Lecce

L'amore è un testimone, è l'impegno di ogni giorno, la manutenzione della vita condivisa, dei piccoli momenti che si inanellano a formare le storie, il tempo che cresce dentro ognuno di noi, portato in dono a coloro che scegliamo e che ci scelgono.
Dopo che l'Italia si è messa in pari col resto d'Europa per riconoscere stessi diritti per tutte le coppie e dunque anche le unioni civili tra persone dello stesso sesso, dopo un'attesa e una mobilitazione che ha tastato il polso del paese ed espresso innanzitutto la forza di un valore superiore a qualsiasi pregiudizio ed incultura, questo amore ha bussato anche alle porte di Palazzo Carafa, a Lecce, per farsi aprire e per poter essere riconosciuto.

Non di vero e proprio matrimonio parla la legge Cirinnà in vigore dal 5 giugno scorso, tuttavia l'unione è un fatto e comporta diritti e vincoli. Nel capoluogo salentino sono state registrate già cinque richieste inoltrate da altrettante coppie omosessuali conviventi da anni. Venerdì, 9 settembre, è ufficiale, Cosimo e Giuseppe si sposeranno scandendo una svolta storica.
Si tratta della prima unione tra uomini cui farà seguito, il 15 settembre prossimo, il Sì tra due donne, qui a Lecce.

E' facile immaginarne la gioia e la voglia di normalità, perché l'amore è semplice e non chiede altro fuorché di poter essere vissuto dignitosamente. La cerimonia si terrà a Palazzo Carafa, e malgrado la legittima voglia di silenziarla costituisce una bella rivoluzione. Lo ha spiegato Liana Retinò, che in 25 anni ha unito tante coppie in matrimonio, in quanto responsabile dell'ufficio cerimoniale del Comune di Lecce incaricata dal sindaco Paolo Perrone di affiancare l'ufficio di stato civile cui compete la procedura per le nozze civili: "Ogni passo dell’iter si deve svolgere all’ufficio di stato civile. Se invece le si vuole dare una qualche cerimonialità, allora interviene il mio ufficio. E l’amministrazione ha scelto di dare anche a queste unioni la possibilità di una cerimonia più classica. Le coppie omosessuali che ho incontrato fino a oggi vedono finalmente riconosciute le loro aspettative, anche perché parliamo di convivenze consolidate, alcune di diversi anni".

Chiunque voglia unirsi civilmente con il proprio compagno o compagna, potrà fare richiesta all’ufficio di stato civile e presentare una formale richiesta di unione. L’ufficio dispone di moduli prestampati, atti ufficiali numerati, compilati i quali i funzionari comunali procedono alla verifica della documentazione presentata dalla coppia. Dopo due settimane la procedura passa all’ufficio cerimoniale, come disposto dall’amministrazione comunale, dunque all’assessore Andrea Guido, per dare agli sposi la possibilità di celebrare la loro unione in un luogo più romantico di un ufficio comunale.
Amor vincit omnia, auguri!