Dieta mediterranea: Uno stile di vita tra mito, cultura e scienza

Venerdì 26 gennaio alle ore 17,30 nell'ex Conservatorio Sant'Anna, via Libertini 1 a Lecce, l'Agenzia per il Patrimonio Culturale Euromediterraneo, in collaborazione con la fondazione Dieta mediterranea organizza il convegno "Dieta Mediterranea: Uno stile di vita tra mito, cultura e scienza"

"La Dieta Mediterranea è molto più che un semplice alimento. Essa promuove l'interazione sociale, poiché il pasto in comune è alla base dei costumi sociali e delle festività condivise da una data comunità, e ha dato luogo a un notevole corpus di conoscenze, canzoni, massime, racconti e leggende. La Dieta si fonda nel rispetto per il territorio e la biodiversità, e garantisce la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali e dei mestieri collegati alla pesca e all'agricoltura nelle comunità del Mediterraneo".

È con queste motivazioni che, nel novembre 2010, la Dieta Mediterranea è stata riconosciuta dall'UNESCO Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità. Un patrimonio che riunisce le abitudini alimentari dei popoli del bacino del Mar Mediterraneo (Italia, Spagna, Grecia, Marocco, Portogallo, Croazia e Cipro), consolidate nel corso dei secoli e rimaste pressoché immutate fino agli anni Cinquanta, e che va ben oltre una semplice lista di alimenti ma riguarda la cultura di vita, le pratiche sociali, tradizionali e agricole.

La Dieta Mediterranea è, come suggerisce l'etimologia della parola (dal greco diaita), uno stile di vita, un modus vivendi, un elemento relazionale e culturale che rafforza il senso di appartenenza e di condivisione tra i popoli che vivono nel bacino del Mediterraneo. Perché il "mangiare insieme", tipico della Dieta Mediterranea, non significa semplicemente consumare un pasto ma vuol dire rafforzare il fondamento delle relazioni interpersonali, promuovere il dialogo e la creatività, tramandare l'identità e i valori delle comunità.

Pane, pasta, verdure, legumi, frutta fresca e secca, ma anche carni bianche, pesce, latticini, uova, olio d'oliva e vino sono gli alimenti alla base della Dieta Mediterranea. Un modello alimentare sano ed equilibrato fondato prevalentemente su cibi di origine vegetale e sul loro consumo diversificato e bilanciato, che viene tramandato di generazione in generazione in sette diversi Paesi affacciati sul "Mare Nostrum". Numerosi studi scientifici hanno dimostrato inoltre che la Dieta Mediterranea è una dieta salubre che aiuta a prevenire le principali malattie croniche come patologie cardiovascolari, diabete, bulimia e obesità e, grazie al potere al potere antiossidante dell'olio d'oliva unito al consumo di verdure, un mezzo importante nella prevenzione dei tumori.

Ma la Dieta Mediterranea, schematizzata dai nutrizionisti utilizzando la piramide alimentare, non ha solo una valenza nutrizionale, sociale e culturale. Grazie all'impiego di risorse naturali e di emissioni di gas serra poco intensivo (perché basata prevalentemente su alimenti vegetali), al rispetto della stagionalità dei prodotti, del territorio e della biodiversità (attraverso semine diverse e alla rotazione delle colture), la Dieta Mediterranea garantisce l'equilibrio tra la natura e l'uomo e il rinnovarsi delle risorse. È, in poche parole, un modello di dieta salubre sostenibile, uno dei modelli alimentari più sostenibili sia per l'ambiente che per la salute.

Partendo dalla premessa per cui la Dieta Mediterranea è un elemento che combina aspetti nutrizionali, culturali, antropologici insieme alle tematiche della sostenibilità e della biodiversità agricola, l’Agenzia per il Patrimonio Culturale Euromediterraneo e la Fondazione Dieta Mediterranea, hanno convenuto nella possibilità di dare luogo a una collaborazione per l’organizzazione e la realizzazione di uno o più eventi volti a promuovere e valorizzare il modello di vita della Dieta Mediterranea, con particolare attenzione agli aspetti culturali e storici.
Questi sono i presupposti per il primo incontro/convegno, che si terrà il prossimo 26 gennaio Lecce, presso la Sala Conferenze dell’Ex Conservatorio Sant’Anna, sede dell’Agenzia per il Patrimonio Culturale Euromediterraneo, e che sarà incentrato non solo sulle potenzialità della Dieta Mediterranea come strumento di prevenzione e cura, ma anche sugli aspetti storici, sociologici, culturali e antropologici della Dieta Mediterranea.

Relatori di alta competenza e prestigio come il Prof. Antonio Capurso, Docente di Gerontologia e Geriatria, Università degli Studi A. Moro di Bari e Coordinatore del Comitato Scientifico FDM e la Dott.ssa Stefania Maggi, Dirigente CNR Padova, Presidente della Società Europea dei Medici Geriatri, Direttore Generale FDM- che privilegeranno l’aspetto più scientifico, medico e alimentare ma anche da antropologi ed esperti della storia della Dieta Mediterranea – come il Prof. Eugenio Imbriani, Prof. Associato Antropologia culturale, Storia delle tradizioni popolari, Antropologia dei processi culturali e comunicativi, Università del Salento; la Prof.ssa Elisabetta Moro, Professore Ordinario di Antropologia Culturale - Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli e il Prof. Marino Niola, Professore Ordinario di Antropologia dei simboli, Antropologia delle arti e della performance, Miti e riti della gastronomia contemporanea - Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, che racconteranno quei particolari della storia della dieta mediterranea, a volte adombrati dalla portanza delle informazioni scientifiche e mediche relative ai benefici di tale stile di vita sulla salute di ognuno di noi, ma che comunque potranno aiutare a capire meglio quanto sia importante la salvaguardia, la diffusione e l’adozione di questo millenario metodo alimentare.

Il convegno sarà diviso in due sessioni: la prima moderata dal Prof. Gaetano Crepaldi, Presidente della Fondazione Dieta Mediterranea, sarà dedicata agli aspetti medici e scientifici della dieta mediterranea, ai suoi effetti benefici sulla salute, la qualità della vita dell’uomo, con inerterventi del Prof. Antonio Capurso e della Dott.ssa Stefania Maggi; la seconda sessione, moderata dal Prof. Eugenio Imbriani, docente di Antropologia culturale, Storia delle tradizioni popolari, Antropologia dei processi culturali e comunicativi, Università del Salento approfondirà l’aspetto storico, antropologico e sociale ed educativo della Dieta Mediterranea, grazie ai contributi, della Prof.ssa Giuseppa Antonaci, Presidente Fondazione Regionale Lecce ITS IOTA “Istituto Tecnico Superiore per lo Sviluppo dell’industria dell’Ospitalità e del Turismo Allargato, Regione Puglia e ai contributi della Prof.ssa Elisabetta Moro e del Prof. Marino Niola che hanno dedicato importanti studi e pubblicazioni proprio alla Dieta Mediterranea, alla sua storia, alla sua importanza non solo dal punto di vista scientifico e alimentare, ma anche da quello culturale, antropologico e sociale.