Nel Salento battaglia contro Radio Padania. Giovani Democratici: "No anche alla Regione Salento"

Radio Padania Libera

Nel Salento sono i giovani a promettere battaglia dura a Radio Padania, che varca i confini e giunge al Sud, portandosi dietro insulti d’ogni genere nei nostri confronti. Una presenza non gradita ad Alessano come in tutto il Salento, non per mancanza di spirito d’accoglienza ma per la prepotenza, noncuranza e disprezzo che dalle frequenze “rubate dai seguaci del Senatùr” i salentini sono costretti ad ascoltare.

A mobilitarsi sono i giovani della Regione Salento: “Radio Padania Libera –scrivono in una nota- si appropria indebitamente delle frequenze radio nel sud Salento senza alcun permesso. L'impossessarsi abusivamente di frequenze radio locali, da parte di un movimento razzista e secessionista, è un atto che non può essere ulteriormente tollerato. Il Salento è terra di cultura e di accoglienza e non può assolutamente sopportare l’ascolto di una emittente xenofoba che definisce i meridionali: “pidocchiosi e mafiosi”.

Nulla da dire sulle buone intenzioni di difendere il Salento dalle minacce lombarde. Emerge però qualche perplessità su quanto sia coerente una battaglia contro chi non ha mai nascosto di voler alzare barriere e di segnare nettamente i confini geografici, quando proprio dalla nostra terra qualcuno ha partorito la brillante idea di una “Regione Salento”, nuovi confini, nuove barriere, nuovi limiti.

I Giovani Democratici del Salento aderiscono alla manifestazione contro Radio Padania Libera, ma Stefano Minerva, segretario provinciale ci tiene a precisare: “Diciamo no a Radio Padania tanto quanto alla Regione Salento, questo sia chiaro. Aderiamo all’iniziativa perché è un problema che riguarda tutti noi, ma prendiamo nettamente le distanze anche dall’idea della Regione Salento. Non la condividiamo e abbiamo già espresso il nostro dissenso. Che non venga strumentalizzata la nostra presenza alla manifestazione.

Noi crediamo nella necessità di fermare l’invasione della Lega Nord, un partito dal comportamento pseudorazzista, privo di qualsiasi senso morale, rispetto per il prossimo, di senso civico, privo di amore verso il proprio paese. Non possiamo permettere che si impadronisca del nostro territorio, da loro tanto offeso e denigrato”.