A Lecce solo sacchetti biodegradabili

Sacchetti bio

(di Sara Chironi)

A partire dall’inizio del 2011 a Lecce, come nel resto d'Italia, tutti gli esercenti di attività commerciali che operano nel territorio comunale, sia a posto fisso che itinerante, non potranno più fornire buste di plastica non biodegradabili.
Questi da ora in poi dovranno fornire sacchetti certificati biodegradabili e compostabili conformi agli standard indicati dalle norme UNI EN 13432 e UNI EN 14995.

Tra un sacchetto in polietilene e un sacchetto in plastica biodegradabile la differenza è enorme: il primo nasce dalla materia prima petrolio e si decompone in un millennio; il secondo, invece, dalla materia prima vegetale (mais, patate e altri vegetali non commestibili) e si decompone in tre mesi.
Differenza importante da conoscere nel momento in cui diventa un rifiuto: infatti, se il sacchetto del quale ci si vuole disfare è "tradizionale" (polietilene o PE) va conferito nel cassonetto dove si deposita la plastica; se, invece, è di bioplastica o plastica vegetale va recapitato nel cassonetto dell'umido insieme all'altra plastica biodegradabile, scarti da giardino, avanzi di cucina cotti e crudi, eccetera.

Il provvedimento fa parte di un’ordinanza firmata dal dirigente del settore Ambiente del Comune di Lecce, Fernando Bonocuore nella quale si aggiunge, tuttavia, che “è consentito agli stessi operatori, di utilizzare i sacchetti giacenti nei rispettivi depositi fino all’esaurimento delle scorte e comunque entro e non oltre il 1° marzo di quest’anno”.
Ai trasgressori verranno comminate multe che vanno da 25 a 500 euro. Grazie a questo provvedimento si punta ad un duplice obiettivo: incrementare la raccolta differenziata dei rifiuti e ridurre, al contempo, l'impatto ambientale.
I sacchetti di plastica (politene e simili) utilizzati quotidianamente per la spesa, infatti, determinano impatti ambientali negativi sia in ordine alla produzione che allo smaltimento degli stessi poiché, una volta dispersi nell’ambiente, provocano notevoli danni all’ecosistema.
L’uso di sacchetti per la spesa biodegradabili permette, inoltre, di ridurre notevolmente l’impatto ambientale di sacchetti monouso, di ridurre le emissioni di CO2 e di eliminare i relativi problemi di smaltimento.

In un’ottica di riciclo e di rispetto per l’ambiente, i bioshopper possono essere utilissimi, ma l’obiettivo finale a cui dovremmo tendere è l’eliminazione pressoché totale dei sacchetti usa e getta, da sostituire con borse riutilizzabili in tessuto naturale come cotone, canapa e juta, ciò contribuirebbe in modo notevole alla riduzione del quantitativo totale di rifiuti prodotti.