Collina dei Fanciulli e delle Ninfe a rischio. Ambientalisti:"Vendola fermi la devastazione"

Collina dei Fanciulli e delle Ninfe

Nichi Vendola è atteso a Giuggianello, dove dovrà ascoltare la voce di centinaia di persone che da mesi chiedono incessantemente lo stop allo scandalo nazionale della devastazione eolica annunciata della “Collina dei Fanciulli e delle Ninfe”.

Il presidente della Regione Puglia verrà accompagnato, oggi, a vedere de visu i luoghi dei sacri Massi di Ercole e della chiesetta ipogea bizantina di San Giovanni, sulla mitologica Collina. Quei luoghi cioè che secondo gli ambientalisti “avrebbe contribuito con le sue firme, nel chiuso dei suoi uffici, a condannare a morte”.

Il proposito è quello di portare Vendola a fare marcia indietro e, una volta tornato a Bari, firmare lo stop ai progetti industriali, ritenuti “di così iniqua ed immorale devastazione di un patrimonio che non è solo dei pugliesi ma di tutta l’umanità”. Insomma anche il governatore verrà invitato a firmare la petizione per salvare la Poesia.

Petizione che va avanti in queste ore e che assume una particolare rilevanza alla luce dell’annunciata presenza oggi a Giuggianello del presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e del suo vice-presidente, Loredana Capone, assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia per la manifestazione che conclude l’anno di rappresentanza di Giuggianello come capitale morale dei piccoli centri italiani.

L’appello dei manifestanti è che Giuggianello, il più piccolo comune del Salento, Palmariggi e Minervino di Lecce siano davvero dei piccoli comuni virtuosi: e che pertanto con forza fermino la devastazione delle grandi industrie dell’eolico, a favore invece della produzione di energia pulita solo tramite i pannelli fotovoltaici, e solo ubicati sui tantissimi tetti delle strutture recenti, e non certo nei campi.

Così, dopo lo straordinario coinvolgimento all’iniziativa durante la “Notte della Taranta” a Melpignano, e nella tre giorni dell’antica Festa del Vino a Carpignano Salentino, la petizione sta continuando e coinvolgendo sempre più attori e cittadini che hanno chiesto i moduli per poter diffondere ovunque l’iniziativa.

Dagli appelli degli artisti sui palchi, come anche sullo stesso palco della Notte della Taranta a Melpignano, con i Sud Sound System e il maestro Ludovico Einaudi e non solo, ai banchetti informati e ai volontari circolanti tra le strade per raccogliere firme, l’estate salentina è stata animata da una mobilitazione trasversale, giovane ed apartitica in difesa del paesaggio del Salento, “vilipeso ed attaccato su più fronti da più speculazioni, come quelle del cemento e delle energie”.

«Le persone affluiscono spontaneamente e chiedono esse stesse di firmare, appena leggono o intuiscono che si sta raccogliendo le firme per salvare la magica “Collina dei Fanciulli e delle Ninfe”», raccontano gli attivisti del Coordinamento Civico del Salento.

«Salentini e non, tutti sanno in Italia del grave scandalo di cui quella Collina è ingiustamente vittima, a causa del selvaggio affare dell’eolico in Italia, tanto che è balzata agli “onori” della cronaca sulle prime pagine dei principali quotidiani, e sulla RAI, persino in prima serata e in tanti programmi di inchiesta giornalistica! E indignati, vogliono contribuire per salvare quell’acropoli meravigliosa e densa di storia e natura del Salento da tanta follia e assurda cattiveria! Da tanta iniquità!».

La petizione avviata da Italia Nostra onlus, (aperta alla partecipazione di qualsiasi comitato e associazione, per cui si lancia un appello all’estensione dell’iniziativa a tutti), è stata sposata anche dal "Coordinamento Civico di Maglie per la Tutela del Territorio e la Salute dei Cittadini".

Una petizione, per la quale la stessa Italia Nostra Sezione SUD Salento ha già raccolto centinaia di firme, ed il Coordinamento altre diverse centinaia durante la sola Notte della Taranta di Melpignano, per fermare la costruzione dei tre impianti industriali adiacenti per ben 20 mastodontiche mega torri eoliche, di 125 m d'altezza ciascuna e miriadi di sconquassanti strutture annesse, sulla mitologica e sacra "COLLINA DEI FANCIULLI E DELLE NINFE" (alta al massimo 115 m sul livello del mare, mentre le pale eoliche sono ciascuna alte 125 m).

La petizione di Italia Nostra chiede quindi al Presidente della Repubblica, alla Regione e ai comuni coinvolti di ritirare ogni folle autorizzazione concessa in merito, a salvaguardia dei luoghi e a stop di ogni ipotesi di alterazione paesaggistica e sostanziale del sito, che quegli impianti ad altissimo impatto invece comporterebbero.