Disoccupazione nel Salento: le donne della Cgil dicono basta e dichiarano guerra

Il dato è allarmante: nel Salento si è ridotta progressivamente la manodopera femminile. Nonostante anni di lotta delle salentine per i diritti e l’emancipazione.

Le donne ora dicono basta e annunciano battaglia. Basta con gli attacchi alla dignità, con la miopia degli interventi finanziari che aumentano l’età pensionabile delle donne ma che dimenticano i patti che erano stati fatti: investire nei servizi pubblici con i soldi “risparmiati” per aiutare le donne nel gravoso compito che è da sempre quello di sostituirsi alle carenze del welfare.

È un messaggio che parte con chiarezza dal Coordinamento Donne dello SPI CGIL della provincia di Lecce che si è riunito nei giorni scorsi in una infervorata assemblea, a cui ha partecipato anche la Segretaria SPI Cgil Puglia Rosangela Lisi, per poi darsi appuntamento alla prossima tappa regionale dei coordinamenti delle donne che sarà a Bari, all’Hotel Majesty, il prossimo martedì 4 ottobre.

“Noi donne, innanzi tutto, dobbiamo avere la consapevolezza di essere un pilastro importante della nostra società. – spiega durante l’assemblea Fernanda Cosi, Segretaria dello SPI CGIL Lecce – Secondo l’Istat è a nostro carico il 76,2% del lavoro famigliare di cura. Ma ve lo immaginate se un giorno tutte le donne incrociassero le braccia? Se indicessero lo sciopero rosa?”

Sono molto determinate le donne dello SPI CGIL e c’è da prendere sul serio la loro volontà di “rilanciare le iniziative di lotta sul territorio per rispondere alle esigenze della gente che rappresentiamo”, come ha sottolineato la Cosi, se si conta, tra l’altro, che nella sola provincia di Lecce sono 18mila le donne iscritte e rappresentate dallo SPI CGIL. Il 60% del totale degli iscritti alla categoria dei pensionati Cgil (se ne contano oltre 30mila).

“Viviamo in una provincia che negli anni ha visto progressivamente una riduzione della manodopera femminile, soprattutto nel manifatturiero. – aggiunge la Cosi - Abbiamo funzionato per molto tempo da terzo mondo, impiegate come manodopera a basso costo.

Noi donne salentine abbiamo lottato tanto per i diritti sul lavoro e di cittadinanza, per l’emancipazione, e oggi finiamo col ritrovarci con i figli costretti a emigrare come 40 anni fa, con appresso non una valigia di cartone, ma un pacchetto di lauree, competenze, capacità che spenderanno altrove. Dobbiamo prendere in mano le fila di una lotta che viene da lontano”.

Nel nostro territorio vogliamo rilanciare proposte che riguardano donne e uomini che, con pensioni spesso minime, offrono sostegno economico ai figli cassintegrati e ai nipoti in cerca di lavoro”, continua la Segretaria.

Ha inizio quindi l’organizzazione, nei Comuni della provincia di Lecce, per lanciare iniziative e proposte di contrattazione territoriale su Tarsu (esenzioni e riduzioni per le fasce sociali deboli), risorse per la non autosufficienza (troppo poche quelle già stanziate), ticket (rendere le condizioni organizzative degli sportelli al pubblico stabilmente dignitose).

Intanto la prossima tappa è l’assemblea regionale del Coordinamento delle donne SPI Cgil a Bari il prossimo martedì 4 ottobre, all’Hotel Majesty, prima dell’appuntamento nazionale a San Benedetto del Tronto il 12, 13 e 14 ottobre. Il tema dell’ottava assemblea nazionale è già tutto un programma: “Il valore del genere, la forza dell’età”.