Parco Rudiae a Lecce: nuove scoperte nel corso degli scavi

Parco Rudiae a Lecce: nuove scoperte nel corso degli scavi

Le nuove, straordinarie scoperte che l’Università del Salento, in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Archeologici, ha effettuato nel corso dei recenti scavi nel sito della città messapica e romana di Rudiae (a ridosso della periferia di Lecce, ai lati della “via vecchia Copertino”): per parlarne, una presentazione ufficiale è in programma oggi, 24 maggio 2012, alle ore 18 nella sala “Open space” di Palazzo Carafa (piazza Sant’Oronzo, Lecce).

Le relazioni:
Marcello Guaitoli, docente di Topografia dell’Italia antica, che illustrerà le monumentali strutture delle fortificazioni messapiche databili tra IV e III secolo avanti Cristo;
Francesco D’Andria, docente di Archeologia e storia dell’arte greca e Direttore della Scuola di Specializzazione in Archeologia, che parlerà della scoperta dell’anfiteatro, uno dei più antichi del mondo romano, databile tra II e I secolo avanti Cristo;
Pasquale Rosafio, epigrafista e docente di Storia romana, che illustrerà il significato di un’iscrizione, quasi dimenticata, murata nel Palazzo baronale di Monteroni in cui si cita il Municipio di Rudiae.

Sarà inoltre presentato il Progetto, in corso avanzato di realizzazione a Rudiae, del Polo Didattico dell’Archeologia per gli studenti delle scuole medie.

Il Parco archeologico di Rudiae a Lecce è una meraviglia dell’archeologia locale che purtroppo non molti conoscono. Centro di grande interesse storico-culturale, nonché archeologico, rappresenta una tappa fondamentale nel cammino della riscoperta delle proprie origini.

Nella prima periferia di Lecce, giusto a ridosso della Via Vecchia Copertino, a circa 3 chilometri dal centro abitato, in direzione sud-ovest, è situato il Parco Rudiae, un sito archeologico ricco di storia e aneddoti interessanti per lo studio delle vicende romane che nel tempo si consumarono nell’antica città di Rudiae, l’odierna Lecce.

Il parco rappresenta uno dei tesori archeologici del Mediterraneo: sono ancora ben visibili le muraglie che costituivano la recinzione del territorio e nel terreno sono stati ritrovati cocci, cimeli, decorazioni e cornici che raccontano di un’epoca lontana ma mai dimenticata.

La straordinaria importanza del sito deriva non solo dalle ricchezze archeologiche risalenti all’epoca romana, ma anche e soprattutto alla stratificazione delle epoche che si sono nel tempo susseguite e delle popolazioni di diversa origine che hanno lasciato impresse nel territorio immutabili e inconfondibili testimonianze del proprio passaggio.