L'oro del Salento: dall'olivo secolare all'olio extravergine, la storia di una passione raccontata da Raffaele Cazzetta.

La cultura dell'olio ha radici profonde, è una storia tramandata da millenni e oggi raccontata da chi ne ha distillato la forza e la magia. La Terra d'Otranto è stata la culla della coltivazione dell'olivo, così come testimoniano gli arnesi dell'olio, le "strigili" (IV secolo a.C.) d'uso sportivo e rituale con i quali gli atleti si detergevano la pelle, oppure le antiche lucerne, le anfore del periodo ellenico e romano, si tratta di reperti rinvenuti nel Salento, una delle capitali dell'olivicoltura.

Agronomia, etnografia, arte, sacralità e tradizione confluiscono in un unico percorso, il percorso dell'olio del Salento, frutto degli olivi secolari, questi guardiani che presidiano la penisola d'acqua più orientale d'Italia.
E' questa la favola che, sin dall'infanzia, Raffaele Cazzetta ascolta. Un produttore salentino di quarta generazione di olio extravergine d'oliva (nonché Presidente dell'Associazione "Amici dell'Olivo Secolare del Salento") che, quando era ancora un bambino, amava osservare il "fare" di suo nonno, custode di una passione scoccata nel 1899. Questo anello tra i secoli è diventato l'immaginario e il mestiere di Raffaele Cazzetta, al contempo figlio e padre di un'azienda battezzata col nome dei suoi antenati.

Non si tratta soltanto di un'impresa, ma di una vocazione assoluta, densa di propositi e obiettivi: la tutela del patrimonio ambientale, storico e culturale rappresentativo delle antiche civiltà mediterranee; la divulgazione della cultura olivicola e agroalimentare salentina, la salvaguardia degli olivi plurisecolari. Per questo, l'Associazione "Amici dell'Olivo Secolare del Salento" ha dato il via a una campagna d'adozione degli ulivi. Chi salva un ulivo, salva lo spirito e l'identità di una geografia dell'anima che in nuce, nella sua terra, contiene già, da sempre, il progetto.

La proposta d'adozione è uno degli strumenti cardine sui quali far leva per riqualificare le attività territoriali che, oggi più che mai, hanno bisogno di interloquire e ravvivare il fuoco di una narrazione unica ed eccellente. Non a caso, tra i primi "padri adottivi" figurano personalità del calibro di Nichi Vendola, Paolo De Castro, Steven Hall, Philippe Starck, Alvaro Siza Vieira e via elencando.
L'adozione è una promessa, un patto che consente alla storia dell'olio di continuare ad essere raccontata e travasata. Il risvolto antropologico è uno dei colori di quest'oro liquido, se ne avverte il valore visitando gli stabilimenti Cazzetta, tra gli oliveti che slargano ai margini di Palmariggi, a pochi chilometri dal cuore bizantino del Salento, Otranto.
Qui si intrecciano le vite di quanti hanno reso possibile questa storia.