Le star adottate dal Salento: "Cyrano De Bergerac" abita a Lecce, la "Regina Elisabetta" a Tiggiano.

Ci sono due flussi opposti nelle arterie di questa penisola di frontiera chiamata Salento, chi è nato qui tende a dover scappare per sopravvivere, ancora oggi, nel 2012; chi arriva qui per farsi una vacanza, alla fine compra casa e decide di ritirarsi nella Città Chiesa oppure nelle masserie in rovina poi ristrutturate, quasi eremi, circondate da ettari di terreno.

Il fenomeno ha radici negli anni sessanta del secolo scorso, quando ad arrivare nel Salento furono gli artisti, i fotografi, gli attori, i registi, gli antropologi al riparo da qualunque visibilità, non si lasciavano scovare facilmente, vivevano il loro esilio in un Sud estremo che non era ancora di moda. Ne “La liana arborea”, la scrittrice Rina Durante lo spiegava bene: “La svolta è venuta intorno agli anni ’60, con il turismo e tutti quelli che avevano terre vicino al mare si sono fatti di colpo i soldi. La cosa buffa è che quelle terre un tempo erano paludose e infestate dalla malaria e non le voleva nessuno. Nel dopoguerra gli americani portarono il Ddt e debellarono la terribile zanzara. (…) Poi è arrivato il turismo di massa."

Oggi arrivano le star del cinema, i narratori giramondo, i vignettisti, a riscoprire l’antica civiltà della pietra leccese, del tufo, dei cornicioni e dei portali; gente di mondo che fa un giro d’ispezione, trova una catapecchia, la rimette in piedi rispettandone lo spirito e ci trascorre il tempo ritagliato via dai set, dai red carpet, la mondanità più spinta e via elencando. La prima cosa che li colpisce, dicono, è la luce, poi si siedono a tavola e comincia la scienza del palato. Ma il fatto curioso è che sono loro, gli adottati dal Salento, a tutelare il senso di uno stile, architettonico soprattutto, contro il cattivo gusto della maggior parte dei piccoli centri abitati, trasformati dagli emigranti di ritorno in agglomerati di chalet, villette sinistre ed esagerazioni di ogni tipo. A salvare quel che resta dei lineamenti di un luogo, sono i Depardieau, i Forattini, i Dafoe e un elenco di imprenditori meno noti.

Da tempo si sa che Helen Mirren – Premio Oscar per “The Queen” – ha comprato la masseria Matine, una residenza del ‘500 appartenuta ai principi Gallone, di circa 500 metri quadri, nel feudo di Tiggiano. Il minuscolo paesino di tremila anime, ha attirato anche un’altra coppia illustre, si tratta dei coniugi Calenda, americana lei, pittrice e scrittrice, italo-francese lui, scrittore - ha pubblicato con Einaudi il romanzo storico “La Porta del tempo” - che ha lasciato Roma per trasferirsi nel Salento dove ha comprato e ristrutturato una casa che nessuno, a Tiggiano, credeva possibile veder rifiorire.

A Lecce, ormai da tempo, ci sguazza Gerard Depardieau che dopo aver tanto cercato ha trovato la casa a sua immagine e somiglianza nel centro storico. Giorgio Forattini - come Dafoe - la sua casa salentina l’ha voluta a Otranto, ricca di insospettabili spiaggette private ora mezze rosicate dalle mareggiate; Franco Nero invece ha piantato la bandierina a Castro Marina, come l’attrice brasiliana Linda Batista.

Tutti innamorati dell’isola che non è un isola, tutti indaffarati a comprare ruderi, a ristrutturare, a riportare in auge quello stile mediterraneo tanto caro alle riviste patinate e che mischia barocco e liberty, coloniale e contadino. A Lecce ci hanno fatto l’abitudine a vedere Cyrano De Bergerac o Marin Marais – Depardieu era proprio verosimile in quei ruoli - fare capolino nelle taverne per ordinare “turcineddhi”, qualche testa a spiare alle sue spalle. Questi signori sono un postscriptum che la dice lunga sull’insilio di un territorio difficile da raggiungere e dal quale, adesso, sta diventando sempre più difficile partire, complici i tagli di Trenitalia, l’esiguità dei voli dall’aeroporto di Brindisi, un certo tipo di lontananza che fece scrivere a Pierluigi Mele un titolo più che efficace per il suo bel romanzo edito da Lupo: “Da qui tutto è lontano”.