Cronaca di un fallimento annunciato. Lo sfogo di una coppia di imprenditori leccesi.

“In Italia se uno è onesto, non va da nessuna parte. Devi soltanto prendere in giro la gente, pensare a te stesso e fregare a più non posso allora sì, allora si vive bene”.

Il racconto di una coppia sull’orlo del fallimento, titolari di una ditta leccese che opera nel campo della cosmesi, soffocati dalle spese, nei loro occhi si legge la disperazione: da 7 anni il calo del fatturato è dell’80%, un salario che non supera nemmeno i 500 euro al mese, il taglio di tutti e sette i dipendenti che ha portato altri problemi, vertenze e un accumulo del lavoro che adesso tocca esclusivamente a loro.
“E Dio solo sa, quanto vorremmo che quel telefono squillasse come prima, e quanto vorremmo non poterne più dal tanto lavoro invece che essere oberati di preoccupazioni”.

I signori con i quali abbiamo parlato, vogliono mantenere l’anonimato “non si sa mai, abbiamo anche la finanza alle calcagna”.
Sono un fiume in piena, alla prima domanda nata per caso, iniziano uno sfogo inarrestabile: “Non dormo più la notte. Mi sono ammalata di fegato”, racconta la signora, comunque bella e impeccabile nonostante lo stress e la paura per quel figlio, che fa avanti e indietro sul soppalco, le induriscano lo sguardo e il tono della voce. Il marito ogni tanto si assenta per finire dei lavori che ha iniziato poco prima, e si assenta anche con lo sguardo anche se ogni tanto tenta di abbozzare un sorriso: “Prima producevamo noi, poi abbiamo preferito fermare tutto e comprare dalla Cina e vendere poi a prezzi stracciati. In 28 anni non abbiamo mai fatto un viaggio di piacere, e oggi non abbiamo più nulla in mano.”

Una vita dedicata al lavoro. “Abbiamo lavorato anche il giorno del matrimonio”. Sorridono. La ditta è salva grazie ad alcuni corsi che vengono organizzati durante l’anno, almeno 3, anch’essi con un calo delle iscrizioni che non permette di guadagnare, alla fine dei conti, più di uno stipendio standard, appunto, 3 volte l’anno.

“La nostra rovina: i politici, la Cina e i dipendenti.” E poi giù lo sfogo contro i dipendenti e tutti i loro privilegi se bene inquadrati.
E giù lo sfogo contro il governo tecnico e le “malriuscite” riforme sul lavoro, “Berlusconi ha le sue pecche ma ha avuto le mani legate, non potendo fare altro si è fatto i fatti suoi. Adesso non c’è beneficio per nessuno, almeno con lui qualcosa ti arrivava”. Il problema non è lui, risale a tanti anni fa, secondo i signori, la corsa alla poltrona è per chi arraffa di più. Marito e moglie si ritengono di destra, essendo imprenditori, “la sinistra proprio non ci scende”.

“E’ per questo che non ho più votato". "E se si ricandidasse sul serio Berlusconi, lo voterete?". “Niente e nessuno mi dà fiducia. C’è bisogno di senso rivoluzionario. A me piace ascoltare Beppe Grillo, mi piacciono le cose che dice e come le dice: è incazzato, come noi!”.

Lavoratori!
Berlusconi o Grillo?