Parco Paduli, dal Salento a Strasburgo

Premio Europeo del Paesaggio del Consiglio d’Europa, candidatura italiana: “Parco Agricolo dei Paduli”.
Qualche mese fa, quando ci siamo lasciati coinvolgere dall’entusiasmo dei ragazzi dell’Associazione LUA (Laboratorio Urbano Aperto) e dalla bellezza paesaggistica del Parco dei Paduli, per la realizzazione di un video racconto , sentivamo di stare in un luogo speciale. Così speciale che oggi si fregia di una candidatura ad un premio internazionale di tutto rispetto che lo ha portato a scavalcare le numerose azioni esemplari svolte nel territorio nazionale e a spiccare su tutte.

L’azione esemplare dell’Associazione Lua nel Parco dei Paduli è stata premiata da una commissione di esperti con le seguenti motivazioni: “per l’originalità, l’articolazione e l’incisività delle azioni che ne hanno caratterizzato lo sviluppo e per la sua piena corrispondenza, oltre che al regolamento del Premio, ai principi della Convenzione Europea del Paesaggio”.
Il Parco Agricolo Multifunzionale dei Paduli, che si estende in un territorio di circa 5.500 ettari e che si sviluppa a sud della cittadina di Maglie ed è inserito nel nuovo piano paesaggistico territoriale della Regione Puglia, è prima di essere luogo progettuale e innovativo nella sua voglia di riscoprire la tradizione, anche luogo di storie, di una in particolare.

A raccontarcela sono proprio i ragazzi dell’Associazione che ci hanno spiegato il progetto che coinvolge dieci comuni salentini e che ha sensibilizzato la comunità aiutandola sempre più a riconoscersi nel patrimonio dei valori legati alla storia, alla tradizione, alla potenzialità dei luoghi stessi.

Cosa narra il racconto popolare che coinvolge il Parco dei Paduli?
“Secondo un racconto popolare, Ercole, in questo luogo in questa parte della penisola salentina, si è battuto contro i giganti, e si racconta che c’era un masso gigante che nessuno riusciva a spostare. Arrivò Ercole, riuscì a spostare questo masso, e a lanciarlo contro i giganti, e a farli scappare via. Da qui c’è tutto il mito, il racconto legato ad Ercole, e alcuni massi presenti in questo luogo prendono il nome di Ercoli”.

Qual è il presupposto da cui nasce il Parco dei Paduli?

"Il Parco dei Paduli è un progetto che cerca di conciliare la dimensione urbanistica con quella culturale e quindi è questo il presupposto da cui nasce".

Quali sono state le attività del Lua?
"Dal 2003 il Lua che è un laboratorio urbano aperto si occupa di processi di coinvolgimento degli abitanti e delle comunità per condividere insieme delle trasformazioni fisiche, urbane, sociali ed economiche del territorio. Noi nel 2003 abbiamo iniziato un lungo lavoro prima a San Cassiano e poi coinvolgendo altri nove comuni (Botrugno, Nociglia, Surano, Giuggianello, Scorrano, Muro Leccese, Supersano, Sanarica e Maglie) per ragionare intorno a quella che poteva essere la vocazione di questo territorio e quali potevano essere le vocazioni future".

Cos’è successo nel corso di questi dodici anni di attività che il Lua ha alle spalle?
"L’aspetto interessante è che dieci anni fa i Paduli era un luogo sconosciuto, quasi dimenticato. Oggi i Paduli è un luogo fortemente riconosciuto e fortemente difeso ed è un punto di partenza rispetto alle politiche future che si attueranno e questa è la grande gratificazione di questo lungo processo di coinvolgimento degli abitanti".

In cosa consiste il progetto Abitare i Paduli?
"Il progetto Abitare i Paduli è un progetto finanziato dalla Regione Puglia all’interno del programma Bollenti Spiriti che mette in rete cinque associazioni dei cinque comuni all’interno dei quali il progetto si sviluppa che lavorano in sinergia tra di loro. L’ampio obiettivo è quello di offrire una diversa narrazione del Parco e i cinque servizi attuati nei cinque laboratori che sono affidati a cinque associazioni o gruppi informali del territorio si rivolgono alla fruizione ad ampio raggio del territorio. Quindi mobilità, ospitalità, gastronomia, per vivere un’esperienza turistica completa all’interno del parco. Rivolgiamo il nostro intervento verso l’agricoltura grazie ad un’azione specifica che si chiama Lampa e che prevedendo l’adozione di uliveti in stato di abbandono vuole stimolare un nuovo processo di produzione pubblica di olio di qualità che possa essere in grado di risollevare un po' le sorti dell’economia agricola".

Qual è il vostro augurio?
"L’auspicio che può nascere è che ci possa essere in futuro tanta buona energia da questi progetti per valorizzare meglio il territorio".

Intanto, il pensiero vola a Strasburgo, dove ad Ottobre ci sarà il Premio Europeo del Paesaggio del Consiglio d'Europa.