Festa delle Bande di Strada a Trepuzzi

Un temporale estivo nei colori equorei della sera d'agosto, passa e se ne va lasciando a Trepuzzi, a pochi chilometri da Lecce, il profumo del tufo bagnato e i vicoli puliti, pronti ad accogliere il passaggio atteso delle bande ospiti della Festa delle Bande di Strada che da cinque anni è uno degli appuntamenti più intensi tra quelli proposti dal festival Bande a Sud.

Anche la pioggia, fa parte di questo racconto, col suo velo passeggero che ricorda la scommessa dei contadini con certi raccolti, e in qualche modo ci dice quanta armonia occorre affinché gli sforzi, la semina, i progetti, le attese, le feste, vadano in porto. Oggi, qui.

Quando cala la sera, spunta una luna turca, perfettamente in tinta con quello che sta per accadere, come in un teatro di burattini, una lanterna magica pronta a generare fantasmagorie.

Ci tiene a sottolinearlo, e fa bene, il direttore artistico del festival, Gioacchino Palma, "Abbiamo sfidato anche la pioggia", e questa energia è stata premiata:

E la festa comincia, all'incrocio delle luminarie, così:

Concepire una notte così è generare un cortocircuito visionario, emotivo, che gemma dentro le infanzie di tante generazioni, storie, volti, ma anche risuona dentro chi accede a questo immaginario bandistico per la prima volta, magari mentre è in vacanza nella terra tra i due mari e sceglie spulciando tra gli eventi qualcosa di più intimo e vero.

Intimo e vero, sì. Qualcosa che connota questo sud del mondo, lo sublima, lo fa splendere come quei lumi in aria, quelle luminarie che si intrecciano sino a formare la grande cassa armonica che trafigge e nutre il cuore della piazza di Trepuzzi dal 4 agosto scorso e sino al 16, fino alla fine del calendario 2016.

A Fellini, per dirne uno, sarebbe piaciuto. A Peter Pan, a Bodini, possiamo azzardare con gioia, ma anche ai nostri santi più fantasiosi, più "acrobati", San Giuseppe da Copertino, per esempio, e non è una battuta da profani, statene certi, è un intercalare vitale, che non può non tener conto del vitalismo sfrenato, salvifico, della Festa delle Bande di Strada, non a caso ormai riconosciuta come la più poetica del programma del festival.

Se stai attento a cogliere i commenti della gente, dei bambini, capisci che la festa ha rapito tutti e quest'atmosfera da carnevale in piena estate, questa catarsi, questa ispirazione collettiva è uno dei risultati dell'ottimo lavoro degli organizzatori di Bande a Sud.

E' una cosa che sai, che senti, che vedi, a naso in su mentre c'è addirittura chi danza per aria:

Non solo bande danzanti che si incrociano tra i vicoli, ma anche mangiafuoco, trapezisti, trampolieri, un bestiario fantastico fatto di carta colorata guida questi fuochi che camminano, questi musicanti che iniziano a grondare - letteralmente - note, subito dopo il tradizionale passaggio della processione al seguito dell'effigie sacra della Madonna.

Ed ecco il prodigio, la perfetta alternanza di realtà che si sfiorano, si accarezzano, debordano l'una nell'altra e per osmosi un po' si contaminano, generando un unico sound che scivola dentro ognuno dei cuori presenti in questa piccola - e ad un tratto gigantesca, magnifica - piazza del Sud.

La vita è bella, sì, te lo ricorda anche la partitura firmata Piovani ed eseguita da una delle bande ospiti della festa, nella terza parte della serata, quando tutto torna, proprio come un vecchio detto, dentro quella cassa armonica, ed è allora che le memorie di tutti si mescolano e i sorrisi stanno, semplicemente, stanno, scommessa riuscita, ancora una volta. Questo è il sud, ed anche la magia.