#OggicucinaRosa: Tarallini alla glassa bianca

a cura di Rosa

Questi tarallini dolci, glassati di zucchero, nel basso Salento, si preparano, per tradizione in occasione dell'8 dicembre, festa della Madonna Immacolata Concezione. La vigilia, a mezzogiorno, per "devozione" si rispetta il digiuno, la sera e il giorno dopo, si mangiano questi tarallini col naspro, bianchi e profumati che nel colore indicano il candore e la purezza di Maria. Questa tradizione - devozione, del nostro Salento, affonda le sue radici nella Chiesa d'Oriente, nella Chiesa dei primi secoli.

Prima del recente dogma dell'Immacolata Concezione, sancito da Pio IX nel 1854. La glassa bianca, è chiamata pure "scileppu" o "gileppu" nome che ha origine dal "giulebbe" che, in Oriente, sta ad indicare un liquido dolcissimo, simile alla melassa.


È probabile che da questo termine abbia avuto origine la glassatura del tarallino dalla pasta friabile e profumata, poco dolce, che trova tutta la sua dolcezza nel candore dello zucchero che lo ricopre.


Ingredienti:
per i tarallini: 250 gr di farina "00", 50 gr di zucchero, 25 gr di olio d'oliva, 1 bicchierino di anice o si Sambuca, aroma di vaniglia, 1/2 cucchiaio da caffè di lievito Pane degli Angeli, 2 o 3 tuorli d'uovo, buccia di limone o d'arancia grattugiata.
Impasto tutti gli ingredienti, lascio riposare la pasta, formo dei tarallini (lunghi 3 cm), cuocio nel forno a 170 gradi per 10 minuti.
Per la glassa: 200 gr di zucchero a velo, 1 albume d'uovo, una bustina di vanillina, poco succo di limone. Sbatto con la frusta elettrica ed è pronta.

Quando i tarallini sono pronti li ricopro di glassa con l'aiuto di una pinza oppure spennello. Lascio asciugare su una gratella fino a quando il naspro è solidificato e asciutto. Si possono conservare a lungo in un barattolo... A casa mia finiscono subito!

N.b. La ricetta appena raccontata è la versione di casa mia dei tarallini 'Nfocacatti, semplice e veloce, di sicura riuscita. Ai puristi della tradizione rivolgo i miei ringraziamenti.