“Una mamma lo sa”. Non sempre.

A cura di Chiara De Carlo

“Una mamma lo sa”. In frasi come questa, non ci sono sfumature.
C’è consapevolezza battente. C’è una convinzione che non lascia spazio al dubbio,
all’errore non contemplato e apparentemente impossibile.
E’ una frase, che nei commenti “del grande pubblico”, in questi giorni, nel Salento, si è sentita più e più volte. Eppure, una mamma, non sempre lo sa... se quello che stringe tra le sue braccia nei suoi primi giorni di vita è suo figlio.

E la storia dei due neonati di Galatina può solo dimostrarlo. Il caso è noto: uno scambio di neonati nell’ospedale Santa Caterina Novella del comune salentino. Di neonati di sesso differente. Particolare fondamentale nella vicenda che nel giro di poche ore ha fatto il giro di tutte le testate locali, guadagnandosi come prevedibile un posto “al sole” anche in qualche talk show nazionale. Intrattenimento, lo chiamano. Eppure due bambini rischiavano di essere catapultati in una realtà non loro. Lontani dai proprio consanguinei. Con un’altra vita, un’altra storia e sicuramente un altro destino. Non quello che doveva essere il loro destino.

Il tempo del cambio del pannolino, e la realtà sorride amara sul volto della mamma che per prima si è accorta dell’errore: quella non è la sua bambina. E’ un bambino. Questi i fatti. Questo l’inizio della questione legale, sociologica e psicologica.

“Una mamma lo sa”, hanno detto i giudici “senza portafoglio”. Quelli che non sanno cosa possa essere sentirsi Mamma. O quelle mamme che hanno affermato senza troppe remore che avrebbero riconosciuto il loro figlio tra mille neonati. Senza contare che il proprio figlio è nato con un folto ciuffo di capelli neri riconoscibili anche da un semplice conoscente. O qualche particolare tratto distintivo.

“Una mamma non sempre lo sa”, invece. Perché il suo bambino potrebbe essere uno dei tanti piccoli senza capelli. Perché a guardarli tutti insieme, nei carrellini dove vengono posati nel trasporto tra stanze e nido, in ospedale, sembrano tutti gemelli tra loro. Perché le tutine spesso sono sempre quelle. E confonderli è un attimo.
E allora una mamma dovrebbe essere tutelata. Così come suo figlio, nelle sue prime poppate che devono essere fatte dal seno della sua mamma. La famiglia va tutelata.

Ed è vero, errare è umano, ma questa volta, ci dispiace, non siamo d’accordo.