9 Maggio - La Festa dell’Europa con Europe Direct Salento

Il giorno europeo o "Festa dell'Europa" si celebra il 9 maggio di ogni anno. E’ una data importante, storica, che ricorda la presentazione della Dichiarazione Schuman del 1950, che segnò l’inizio del processo d’integrazione europea.
Sessantacinque anni dopo, il 9 Maggio, è riuscito a diventare l’occasione vera e propria di confronto, di promozione dell’identità culturale e d’unione tra stati, grazie ad una serie di iniziative messe in atto. Tra queste, l’appuntamento leccese, che si terrà nella giornata di domani alle Officine Cantelmo a partire dalle ore 18.00, organizzato Europe Direct Salento, l’Assessorato alle Politiche Comunitarie del Comune di Lecce e l’Università del Salento.
A raccontarci di questa giornata è proprio il Responsabile Europe Direct Salento, Andrea Filieri.

Dott. Filieri, Europe Direct Salento, con l’Assessorato alle politiche comunitarie e all’Università del Salento organizza come ogni anno a Lecce la Festa dell’Europa. Ci può raccontare il significato di questa giornata?

“Europa unita attorno ad un unico ideale”. E’ questo il concetto portante della giornata del 9 Maggio, quella che viene definita “La Festa dell’Europa” nata per ricordare la Dichiarazione di Schuman, che sancì il patto per la creazione di un’Europa unita. Europe Direct, che nasce come espressione del Parlamento Europeo a livello locale, ha scelto, nella città di Lecce, di far conoscere l’Europa attraverso le tradizioni culturali, musicali, di poesia. Una serie di eventi, quindi, tesi a rendere chiara l’identità culturale dell’Europa, dando unità a culture diverse.

Come si svolgerà l’appuntamento di domani alle Officine Cantelmo?

L’evento di domani partirà alle ore 18.00, con due momenti dedicati all’arte (prima il flamenco in un momento dedicato alla Spagna e poi la danza in un momento dedicato alla Francia), successivamente ci sarà l’appuntamento organizzato dal Movimento Federalista Europeo di Lecce dal titolo “Play Europe… quale Europa vorresti?” e a seguire rappresentanti di varie nazioni che regaleranno spettacoli musicali e culturali. Inoltre, nel corso del pomeriggio è previsto il tandem linguistico a cura di Erasmus Students Network e le esposizioni fotografiche dal titolo “Europa e Dintorni”. L’aspetto musicale dell’evento è per noi fortemente aggregativo.

Lei ha detto che “Conoscersi l’un l’altro è alla base dello sviluppo”. Per questo, anche se in questo caso stiamo parlando di una sfera prettamente artistico-culturale, quanto è importante la presenza di varie nazioni nel corso dell’appuntamento del 9 Maggio?

Noi partiamo dal concetto che nella nostra società leccese, nonostante stiamo parlando di una città del profondo sud, sono presenti permanentemente alcune culture che sono ben radicate sul territorio: quella francese, quella spagnola, quella balcanica e tante altre ancora, che ci fanno vivere quotidianamente, nella nostra città, l’Unione Europea. Alcune di queste culture sono accomunate dalle stesse tradizioni profonde e antiche. Per esempio le radici storiche della Spagna e quelle dell’Italia provengono da una base comune e da una lingua comune che poi si è evoluta nel tempo, per questo la vicinanza è davvero fortissima. Queste comunità si sviluppano prevalentemente attorno all’Università che è il punto d’incontro di tutti i soggetti, che sono gli studenti universitari, che parteciperanno domani alla Festa dell’Europa. Riprendendo il concetto dell’aspetto fortemente aggregativo della musica, le abbiamo voluto dare molto spazio nel corso della Festa dell’Europa perché è uno di quei settori che aggrega e che fa sì che una società così eterogenea possa comunicare in modo così omogeneo.

La cultura avrà grande spazio nel corso dell’appuntamento tramite gli spettacoli artistici, i tandem linguistici, le mostre di fotografia. Quanto conta nella rappresentazione di ogni paese il suo lato culturale?

Moltissimo. Ne abbiamo avuto l’esempio quando c’è stata la decisione finale della designazione della Capitale Europea della Cultura 2019. In quel caso l’identità culturale è stata fondamentale per decidere quale città avrebbe vinto il titolo. Traslando questo concetto a livello europeo, bisogna comprendere che se non si conosce la cultura e le identità degli altri, non si può poi capire come amalgamarle in un’unica identità, che è quella europea. Sappiamo che ognuno di noi è diverso, sappiamo che ognuno di noi ha una cultura diversa, però siamo tutti uniti sotto il cappello dell’Europa. E quindi bisogna conoscerle queste tradizioni, per apprezzarle o per valutarle. Noi portiamo avanti il concetto: “Unità nella diversità”.
Quest’appuntamento, inoltre, rientra nell’idea della Rassegna “Europa e Dintorni- Assaggi di culture, lingue e tradizioni” in cui sono stati analizzati i paesi vicini tramite una serie di appuntamenti (presentazione di libri, film, rassegne cinematografiche) nati per promuovere il concetto del mantenimento dell’identità di ogni stato dell’Unione che non si perde nel mare magnum delle varie nazioni ma che si fa conoscere e riconoscere.

Le attività dello sportello godono in quest’occasione del supporto dell’Assessorato alle Politiche Comunitarie del Comune di Lecce. Quanto conta il coinvolgimento del Comune?

Ha sempre contato perché sono i primi a cui abbiamo proposto l’idea di sviluppare Europe Direct a Lecce, e sin dal primo momento, quando abbiamo presentato il nostro progetto al Parlamento Europeo, ci ha dato il suo forte appoggio.
Inoltre, con l’Università e il Comune c’è da sempre una coincidenza di intenti dovuta anche alla presenza dell’Assessore alle Politiche Comunitare Alessandro Delli Noci che è stato un allievo dell’università. Questo ha facilitato i rapporti che erano già abbondantemente aperti e favorevoli.

Questo è l’anno europeo per la cooperazione allo sviluppo. Quali sono quindi i progetti portati avanti a livello nazionale e locale collegati a questa tematica?

Noi stiamo lavorando sulla rassegna che è a largo raggio e rimanda all’aiuto che possiamo dare noi alla cooperazione nei paesi in via di sviluppo. A livello nazionale il Ministero degli Affari Esteri sta concentrando tutta una serie di interventi a favore delle popolazioni svantaggiate dei paesi terzi. A livello locale noi possiamo fare un’attività di sensibilizzazione e da settembre partire con uno youth camp, un campo per i giovani, proprio con l’idea di sviluppare tematiche e progetti con 30 giovani provenienti dalle nazioni dell’ Europa e dai paesi dal Bacino del Mediterraneo. Questo per facilitare l’integrazione e lo sviluppo di progetti che possono andare nella direzione della cooperazione e lo sviluppo. L’obiettivo è quello di realizzare interventi fattivi e operativi fatti con ragazzi che vivono nei paesi in via di sviluppo e che più hanno bisogno. Contiamo anche di entrare operativamente su progetti i grandi dimensioni ma nel breve periodo è questo ciò che stiamo programmando.

Quanto è importante veicolare la comunicazione tramite social network che sono il pane quotidiano per gli universitari?

Diventa fondamentale condividere tutto in rete, tanto che il web è stato scelto come strumento di marketing di Europe Direct. Inoltre sono state chiare le indicazioni del parlamento europeo che hanno dato la direttiva di utilizzare in modo costante, per la gestione e la promozione delle attività, i nuovi strumenti di comunicazione. Colgo l’occasione per lanciare un invito a tutti di condividere e di seguirci sulla nostra pagina Facebook e su Twitter che stanno crescendo di giorno in giorno sia come operatività sia in termini di numeri. I social sono uno dei nostri cavalli di battaglia e noi siamo fortemente orientati sul loro utilizzo anche grazie alla collaborazione con Salentoweb.tv che ci segue ormai da tempo su tutta la parte relativa ai social network.