Rinascere in Puglia: il Film documentario sull'accoglienza salentina ai superstiti ebrei

Rivka, Shuni ed Ester sono tre donne israeliane nate a Leuca nell’immediato dopoguerra tra il 1946 e il 1947. La storia della loro vita le accomuna. L’esperienza dei loro genitori, deportati nei lager, liberati per essere estradati nei campi di transito, le rende protagoniste di un racconto che ha molti punti d’incontro e che le vede unite in un passato comune, quello che racconta di radici salentine sopravvissute ad oggi solo nel cuore dei loro genitori e che probabilmente si sono estese per bene anche nella cultura dei figli.

Questo racconto si chiama “Rinascere in Puglia”, ed è il film-documentario sull’accoglienza ai superstiti ebrei delle persecuzioni della Shoà da parte della terra salentina. La proiezione, in italiano e in ebraico, che verrà realizzata sabato 23 Maggio alle ore 19.30 presso le Officine Cantelmo, e che rientra nell’ambito della Rassegna “Europa e dintorni” organizzata da Europe Direct Salento, vede alla regia Yael Katzir e alla sceneggiatura Gady Castel per Katzir Productions.
Ospiti della proiezione saranno la regista Yael Katzir, lo sceneggiatore Gady Castel e due delle promotrici del film, le due “figlie di Leuca” Rivka Cohen e Shuni Lifshitz . L’organizzazione e il coordinamento, sono a cura di Fabrizio Lelli, docente di ebraico presso l’Università del Salento, curatore del sito www.profughiebreinpuglia.it.
Ai nostri microfoni, i protagonisti dell’iniziativa, ci hanno raccontato cos’è e cosa racconta “Rinascere in Puglia”, la solidarietà e l’accoglienza che riservò il Salento, l’amore attuale per una terra.

(function(d, s, id) { var js, fjs = d.getElementsByTagName(s)[0]; if (d.getElementById(id)) return; js = d.createElement(s); js.id = id; js.src = "//connect.facebook.net/it_IT/sdk.js#xfbml=1&version=v2.3"; fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs);}(document, 'script', 'facebook-jssdk'));#YouEurope Sabato 23 maggio alle ore 19:30 negli spazi delle OFFICINE CANTELMO sarà proiettato il film “RINASCERE IN...Posted by Europe Direct Salento on Venerdì 22 maggio 2015

Con questo tour nel Salento potete dire di aver riportato nella terra natia i "Figli di Leuca". Quali sono le vostre sensazioni?

Rivka Cohen: I miei genitori hanno iniziato qui una nuova vita. Sapere di aver dato una nuova luce e sorriso ai loro occhi mi emoziona tanto.
Esther Hertzog: Sapevo ben poco della Puglia. Nei viaggi di ricerca e riprese del film, con le testimonianze delle persone, ho scoperto un paese meraviglioso e un popolo eccezionale.
Yael Katzir: Prima mi hanno conquistato il cuore i paesaggi e le spiagge bellissime. Poi, però, approfondendo la conoscenza della realtà
salentina ho stabilito un legame vero e proprio con questo posto.
Shuni Lifshitz: Ho fatto un viaggio di ricerca e oggi raccontare la storia dei profughi nel Salento e farci un film mi ha regalato sensazioni meravigliose

I salentini nell'immediato dopoguerra hanno saputo accogliere la comunità israeliana con gesti di grande solidarietà. Vi sembrano ancora capaci di una tale apertura?

Gady Castel: chi ha saputo ospitare cosi umanamente in un periodo di miseria e fame sono certo che saprà farlo anche in altre occasioni e si comporterà cosi dignitosamente e coraggiosamente anche in futuro.
Esther Hertzog: anch’io la penso così, ma penso anche che siamo in tempi di ricchezza e di "pigrizia" che difficilmente si possono confrontare con i tempi di incontro vero e proprio tra poveri, com’era un tempo.

In questi giorni avete visitato i luoghi del Salento in cui si muovono i protagonisti del film. Quale vi ha colpito di più?

Yael Katzir: Dal punto di vista del panorama Santa Maria di Leuca con la chiesa e il faro che sono simbolo di salvezza e
speranza. Però oggi a Nardò, nel centro storico, ho riscontrato il rapporto con la storia e con la fede che si avvertono in ogni angolo.
Rivka Cohen: Non esiste per me un luogo che ha più bellezza della colonia a Santa Maria di Leuca dove iniziò la mia vita e ricominciò la
vita dei miei genitori.
Gady Castel: La baia di Santa Maria al Bagno dove si incontrano la bellezza naturale con quella storica
Esther Hertzog: Il museo a Santa Maria al Bagno: piccolo, intensivo e pieno di significati come rinascita, amicizia ed ospitalità,
compresa quella di oggi.

Il documentario "Rinascere in Puglia" traccia un forte legame col territorio salentino e con la sua storia. Crede che possa avere un'immediata ricaduta educativa sulle nuove generazioni?

Yael Katzir: Mi sono occupata per tanti anni di educazione. Per questo spero che il valore educativo del film e della storia dei profughi
ebrei nel Salento continuerà anche oltre il nostro film e il contatto tra i "figli di Leuca" e la Puglia e si rafforzerà sempre di più.
Gady Castel: Un film non è una lezione didattica, Il suo valore educativo ha la sua importanza, ma il vero successo è
quando un film arriva e tocca il cuore dello spettatore. Io spero che il messaggio del film tocchi soprattutto quello dei più giovani. Questo sarà per me la conferma del suo successo.
Shuni Lifshiz: Ho imparato cosi tanto dal mio viaggio e dalle mie ricerche che spero tanto che la storia abbia un valore educativo durevole e non
passeggero.

L’augurio e l’obiettivo del docu-film è che “lo spirito dell’accoglienza possa unire popoli” e il messaggio è un omaggio all’Italia, “da sempre ponte ideale tra tradizioni e culture”.