Il Salento ringrazia Tonino Cassiano

Nella stupenda chiesa di San Giovanni Evangelista, anche l’arte barocca a cui Antonio Cassiano ha dedicato parte dei suoi studi, oggi saluta per l’ultima volta l’importante storico dell’arte, docente in pensione dell’Università del Salento, ma noto soprattutto come lo storico direttore del Museo Provinciale “Sigismondo Castromediano” di Lecce. Mentre le suore benedettine, i parenti, gli amici e i colleghi pregano per lui, portato via dalla malattia a pochi giorni dai 70 anni, sembrano vegliare anche i putti in pietra leccese, i santi delle tele che lui stesso ha contribuito a riscoprire, e infine il San Giovanni Evangelista dell’altare maggiore, scolpito in legno forse da Nicola Fumo, non a caso una delle opere che ritroviamo nel catalogo della mostra “Sculture di età barocca tra Terra d’Otranto, Napoli e la Spagna”, celebre esposizione tenutasi nella Chiesa di San Francesco della Scarpa tra 2007 e 2008.

Nell’ultimo anno noi di Salentoweb.tv, grazie al progetto di valorizzazione attuato da Axa Cultura, seppur per pochi mesi abbiamo sostenuto un’ambiziosa sfida e cercato di dare un piccolo contributo alla valorizzazione del più antico e importante museo pubblico della Puglia, che è stato la seconda casa di Cassiano dal 1994 al 2012. Lo abbiamo fatto attraverso i Social Network perché tutti, a partire dai leccesi, potessero conoscerlo, e promuovendo visite guidate in quegli spazi che proprio lui, con il riallestimento del dicembre 2011, aveva restituito alla cittadinanza.

Ma il nostro interesse per il mondo dell’arte e della cultura, e per le attività curate da Cassiano comincia molto prima. In questi anni, infatti, Salentoweb.tv ha seguito da vicino le attività del Museo Castromediano, per raccontare gli eventi e le tante mostre organizzate all’interno della stupenda cornice della chiesa di San Francesco della Scarpa.

C’eravamo nel 2010, quando proprio nell’anno di Caravaggio, grazie al Ministero dell’Interno e al Fondo edifici di culto si riuscì ad ospitare a Lecce due stupende tele del Merisi. Sua, in quell’occasione, fu la geniale idea di allestire, proprio sotto il gigante San Giuseppe in cartapesta di Oronzo Greco, una “sezione temporanea” del laboratorio di restauro del Museo: l’idea del restauro a vista, in questi ultimi anni sperimentata in grandi musei nazionali come la Pinacoteca di Brera, un modo per coinvolgere più intensamente i visitatori, per portarli dentro il mondo della storia dell’arte, e per riflettere sull’importanza del restauro per dirimere i problemi di attribuzione, e districarsi tra copie, originali e falsi. La cittadinanza, e i turisti increduli per la grandiosa opportunità offerta loro gratuitamente, ogni giorno si accalcavano a centinaia, nella calda estate 2010.

L’anno di Caravaggio continuò con “Echi caravaggeschi in Puglia”, ancora una volta nella chiesa del Convitto Palmieri, e il cui catalogo è stato il punto di partenza per le visite guidate organizzate da Salentoweb.tv tra novembre 2014 e gennaio 2015 in occasione di “Discovering Salento”.
La passione per la storia dell’arte e per il suo lavoro erano tutta la vita di Antonio Cassiano, un lavoro quotidiano che portava lustro alla Provincia di Lecce grazie a nuove mostre, come quella dell’estate 2012, quando mentre a Otranto venivano esposte delle serigrafie di Andy Warhol, lui nella chiesa di San Francesco della Scarpa portava da Napoli una grande tela originale del maestro della pop art: il “Vesuvius” concesso in prestito dal Museo Nazionale di Capodimonte. Una sorta di tributo al suo spirito allegro e gioioso, un vero vulcano di idee il cui ultimo capolavoro è stato la mostra “La Puglia, il Manierismo e la Controriforma”.

Questo importante testimone, per il Museo Castromediano e per tutta la cultura storico-artistica a Lecce, aspetta ancora oggi di essere colto e portato avanti da degni successori, dotati della sua stessa competenza, passione, spirito d’iniziativa e forza di volontà. Tutte queste doti sono estremamente necessarie soprattutto in un momento difficile come quello attuale, in cui per effetto combinato della Legge di stabilità e del Decreto Delrio, la Provincia di Lecce si trova in gravi situazioni economiche. Si spera che, come ci ha insegnato Antonio Cassiano, il nostro patrimonio culturale sia ciò da cui ripartire.