Gli eventi TOP nel Salento

Da chi torna, come da chi non è mai partito, il Salento si aspetta una relazione di nuovo intima con la gioia sovrabbondante dell'infanzia, quello stadio della vita che i più fortunati hanno attraversato insieme ai nonni, alle zie, in una parola i testimoni di un tempo passato e inanellato al presente, al futuro, al sempre.

Il Salento forse è un luogo nato dagli sguardi di tanti testimoni silenziosi, invisibili, anonimi, sguardi che – alla stregua di quelli dei poeti, dei cantori, dei visionari – si sono attardati a osservare la vita attraverso il prisma delle feste di paese, le processioni seguite dalla banda e dalla batteria di fuochi d'artificio che brillano sui mari estivi, tra le barche, mentre la civilità dello scalino racconta fatti inventati e fatti veri, "culacchi" e cronache quotidiane, tempeste in un bicchiere d'acqua, storie che insieme all'olio d'oliva e i capperi condiscono frise e riempiono i bicchieri di quanti portano le sedie fuori l'uscio delle case a corte per aspettare un alito di vento, un poco di frescura dopo la controra. Questa relazione intima che il Salento sottintende, è fatta di simboli, musiche, movimenti, feste, riti religiosi, credenze popolari, misteri, civetterie, grazie ricevute e tradizioni che possono sembrare esotiche solo a chi non abbia mai sognato ad occhi aperti un Sud del mondo, un Novecento mediterraneo, una terra iperbolica che a tutto rinuncia – abituata per cultura contadina al sacrificio, alla sospensione del desiderio – fuorché al rito, alla festa, al pasto condiviso con la comunità, alla danza di corteggiamento e di sfida, alle passioni cantate al ritmo del tamburo.

Sarebbe impossibile attraversare il Salento tentando di vivere appieno tutti gli eventi – piccoli, piccolissimi, noti o addirittura chiacchierati in tutto il mondo, basti pensare alla Notte della Taranta – che d'estate trasformano i borghi antichi dei paesi in un grande teatro sotto le stelle. Un teatro popolare, s'intende, che a volte lascia intravedere i lineamenti autentici di una terra arcaica, spesso prosaica, eppure poetica, difficile da inquadrare in un solo sapore, un solo afrore, una sola parola. Eppure esiste un percorso da rimarcare, una specie di gioco dell'oca dedicato a quelle feste, quelle sagre, quegli eventi che non possono essere tralasciati da chi vive un'estate nel Salento, li abbiamo scelti spulciando in un calendario che gemma di continuo, cercando di suddividerli in due categorie: le sagre e le feste patronali, in mezzo scorre poi una tale varietà di eventi degni di nota e figli un po' dell'una e un po' dell'altra specie di ricorrenza salentina.

Le Feste patronali nel Salento sono un capitolo a parte fra gli innumerevoli eventi che costellano il panorama culturale del nostro territorio, poiché costituiscono una forma di continuità fra il Salento che si è aperto al turismo nell'ultimo decennio ed il Salento atavico. La Festa Patronale era l'unico evento pubblico che un tempo ricorreva in ogni paese o frazione, costituiva perciò una gara a chi riusciva a sorprendere più degli altri nella scelta delle luminarie, dei fuochi d'artificio o delle Bande.

Tant'è che c'è un modo di dire, alla stregua di un giudizio insindacabile, circa i migliori paesi per alcune specialità: 'a banda te Matinu, a villa te Parabbita, 'a battaria te Tuje, li fochi te Nejanu.
'A banda, ovvero La Banda, è una squadra di musicisti che cammina, da questa tradizione nasce uno degli eventi più "giovani" dell'estate salentina, "Bande a Sud" che dal 6 agosto a Trepuzzi rivisita sonorità e tradizioni da cassarmonica illuminata in un festival che lascia a bocca aperta grandi e piccoli.

La scelta dei Santi patroni si stabilizza tra fine Settecento e inizio Ottocento. Nel Novecento si è affermata la tendenza ad assumere due santi patroni, uno al maschile ed uno al femminile; quest'ultimo può coincidere con la Vergine Maria in una ricca pluralità di denominazioni: della Neve (Neviano), della Lizza (Alezio.)
A Nardò, per esempio, il 3 ed il 4 Agosto, si svolge la Cavalcata storica e Fiera dell'Incoronata: un imponente ‘corteo dei figuranti’ animano la città rievocando antiche gesta tramite sbandieratori, spettacoli teatrali e tutto quello che faceva parte di un mondo in cui la festa era sinonimo di arte. Seguire la festa nella bellissima Nardò vuol dire scoprire da vicino una delle città più belle del Salento, con un ricco centro storico da ammirare a naso in su.

Dal 4 al 6 agosto si svolge a Neviano la Festa della Madonna della Neve, il nome del paese e lo Stemma Comunale derivano entrambi dalla devozione dei nevianesi alla Madonna che è antichissima, malgrado le celebrazioni civili e religiose abbiano avuto inizio solo nel 1711, e fu determinata da un evento miracoloso.
Secondo la leggenda, alcuni mercanti gallipolini, dopo essersi salvati da un temporale riparandosi in una grotta dove pregarono l'effigie della Madonna, costruirono una cappella ai piedi della collinetta dove sorge il paese, in un luogo che per la sua posizione è chiamato in gergo "sotta la Matonna te la nie" (sotto la Madonna della Neve). Tra tante usanze, molto suggestiva è la "intorciata", la processione che partendo di sera dalla Chiesa Madre si snoda anche per la campagna. I fedeli portano in mano grossi ceri votivi ("turci").

Dal 13 al 15 agosto a Otranto Festa dei Santi Martiri, il 13 agosto è interamente dedicato alla commemorazione civile dell'eccidio di Otranto. In prima serata, il sindaco della cittadina, l'Arcivescovo, le autorità civili, militari e religiose, partono dal palazzo comunale e si recano presso il "Monumento", in piazza degli Eroi. Deposta una corona di fiori, si tiene il discorso commemorativo. In tarda serata, viene organizzata una veglia diocesana per giovani sul colle del martirio, per rinnovare il perenne messaggio di speranza e di impegno civile degli Ottocento ed è come ritrovare le parole de "L'ora di tutti" di Maria Corti.
Il 14 agosto, nel pomeriggio, si svolge la processione con l'urna contenente le reliquie. Dopo la mezzanotte, il suggestivo spettacolo pirotecnico. Il 15 agosto Otranto celebra la Madonna dell'Alto Mare con la processione sull'acqua.

Dal 14 al 17 agosto ad Alezio si svolge un altro evento imperdibile per chi ama i riti e le atmosfere di una volta: la Festa Madonna della Lizza. Deriva dall'arcaico nome di Alezio, Alixias, il nome della Madonna della Lizza, il cui culto religioso è molto vivo nella cittadina: ogni famiglia custodisce gelosamente un'immagine della Vergine e, all'arrivo della festività estiva, dalla lampade che ogni famiglia espone sull'uscio di casa e dal suono per le vie del paese del "fischiettu e tamburru" (fischietto e tamburo), sembra quasi di percepire nell'aria il senso di attesa e di agitazione che lega la popolazione locale, soprattutto quella di età più avanzata, alle celebrazioni della Madonna. Fino alla fine dell'ottocento si suonava "La Tiara", un canto popolare dedicato a Maria.

Accanto alla festa religiosa si svolge, con apertura all'alba del 15 agosto, la Fiera della "Lizza", molto importante e di eco regionale; a centinaia e centinaia piccoli e medi commercianti vi accorrono per la vendita delle loro mercanzie. Nel passato la fiera era caratterizzata dall'arrivo di grandi mandrie di cavalli, bovini e di altri animali. I mandriani, con urla e bastoni di giunco a punta ingrossata e manico curvo, controllavano queste enormi mandrie di bestie già stanche per il lungo viaggio mentre dalla strada si sollevavano nuvole di polvere.
Il Sigillo Reale era stato concesso alla fiera il 25 luglio 1810 dal re Gioacchino Murat (re delle due Sicilie), che autorizzava "...la comune di Gallipoli (allora Alezio era frazione di Gallipoli con il toponimo di Villa Picciotti) in terra d'Otranto... a tenere una fiera nella Parrocchia della Lizza nei giorni 13,14 e 15 nel mese di agosto di ogni anno".

#weareinpuglia #weareinsalento A Torrepaduli si scalda la Notte di San Rocco, la festa più lunga del Salento tra tamburelli e luminarie #salentowebtv for #NSR14

Posted by Salentoweb.Tv on Venerdì 15 agosto 2014

Dal 15 al 17 agosto a Torrepaduli si svolge un evento che lega la cultura contadina ricca di pizziche e tarante, tamburelli, nacchere e fisarmoniche, duelli e ronde e l'attuale uso mediatico del fenomeno, La Festa di San Rocco. La sera del 15 agosto, in occasione dei festeggiamenti di San Rocco, da tempo immemorabile, decine di migliaia di persone si riversano nel piccolo centro salentino per partecipare, come spettatori o ballerini, alla "danza delle spade" o "pizzica-scherma": al suono ipnotico dei tamburelli, due uomini mimano un duello di scherma usando le mani, al ritmo incalzante dei tamburelli e dell'armonica a bocca suonati dai musicisti che si dispongono in cerchio (ronda). Ancora oggi i credenti giungono in pellegrinaggio a piedi dai paesi vicini fino al santuario; alcuni percorrono la navata in ginocchio fino alla statua del santo. E' questo l'aspetto intimo, magico della festa, che non si è perso, nonostante abbia avuto grande diffusione l'altro aspetto, quello più spettacolare, dei balli, delle ronde, del duello. La festa vera e propria dedicata a San Rocco si tiene il 16 agosto di ogni anno, caratterizzata dalla danza delle spade, un tipo particolare di pizzica detta pizzica a scherma.

La danza è caratterizzata per la sua improvvisazione in ronde più o meno grandi al cui interno ci sono gli sfidanti che simulano un duello danzante che fino a non molto tempo si faceva con i coltelli (da cui le spade) e che oggi sono semplicemente rievocati con le dita. Il cuore della festa è la fiera che oggi propone le specialità salentine da degustare.

Il 21 agosto a Porto Cesareo, dopo un bagno nello Jonio, si può partecipare alla Festa di Santa Cesarea Vergine con il rito religioso più suggestivo, ovvero la Processione in mare che parte dalla chiesa parrocchiale per passare dalla chiesetta di piazza Nazario Sauro, snodandosi, poi, lentamente in mare fino a giungere le acque antistanti. Il giorno dopo nello specchio acqueo antistante la torre Cesarea, alle ore 18.30, si svolge la tradizionale "Cuccagna a mare", quindici concorrenti si contendono il tricolore posizionato all'estremità di un palo lungo 12 metri e cosparso di grasso, fissato con lieve inclinazione verso l'alto a prua del motopeschereccio "Giuseppe Verdì". In serata, gran finale con musica sinfonica e popolare.

Anche a Castro è possibile assistere ad una suggestiva processione in mare, la seconda domenica d'agosto, per la Festa della Madonna dell'Annuziata.

Ogni anno a Lecce, nei giorni 24, 25 e 26 agosto, si celebra, con una solenne processione, la festa in onore del patrono, il Vescovo Sant'Oronzo. Poco nota e a tratti leggendaria appare la vita del Santo che fu decapitato a tre chilometri da Lecce (dove attualmente sorge una chiesa denominata dai leccesi La Capu te Santu Ronzu oppure Santu Ronzu te fore). Si narra che la testa non sia mai stata rinvenuta e che la chiesa cattolica non abbia mai aperto il processo per la santificazione. La sentita devozione dei fedeli leccesi si manifesta teatralmente, in linea col barocco del centro storico, con le complesse luminarie dell'arredo urbano, e i suggestivi spettacoli pirotecnici e musicali, che restituiscono l'autentica atmosfera della festa popolare. In occasione della solennità, nella quale si celebrano anche i Santi Giusto e Fortunato, ricorre una tipica e gustosa tradizione gastronomica: vengono, infatti, preparati i galletti di primo canto, fatti arrosto e la saporita melanzanata, detta proprio di Sant'Oronzo.

Per chi ama la natura incontaminata, l'odore del timo e del mare sotto le stelle, consigliamo il Trekking notturno "Salento le mille e una notte" nel Parco di Porto Selvaggio e Palude del Capitano il 29 agosto, un percorso indimenticabile attraverso il paesaggio di sale che si intreccia alle tipiche doline carsiche chiamate "spundurate", sino alla Casa del Capitano che traguarda il vicinissimo orizzonte marino.

La tappa al Concertone finale del Festival La Notte della Taranta, il 22 agosto a Melpignano, inutile dirlo, è d'obbligo per chi trascorre l'estate nel Salento: il più grande festival d’Italia e, numeri alla mano, non si stenta a crederlo (300mila spettatori complessivi, 150mila spettatori per la serata finale). Un evento atteso, anno dopo anno, che in questo 2015 taglia il traguardo delle 18 edizioni e lo fa continuando ancora una volta a innovarsi guardando sempre alla tradizione. Luciano Ligabue quest'anno è l'ospite "pizzicato", Il rocker ha accettato l’invito del Maestro Concertatore Phil Manzanera e si esibirà, oltre che nei brani iconici della sua carriera, anche in alcuni brani della tradizione popolare salentina scelti da Manzanera tra 100 canzoni e registrazioni della ricerca sul campo di Alan Lomax.

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Posted by Salentoweb.Tv on Martedì 19 agosto 2014

Il Salento da scoprire, borgo dopo borgo, festa dopo festa, è sopratutto nei sapori tipici. Se avete voglia di sbocconcellare qualcosa di sfizioso, una sorta di pane speciale, appena sfornato e ricco di sapori semplici eppure densi di memoria, dovete spostarvi a Zollino dove ad agosto (generalmente nella prima settimana di agosto) si svolge la Sagra della "Sceblasti". La "Sceblasti" è un prodotto tipico di Zollino, è una sorta di focaccia non lievitata, il suo nome tradotto dal griko, significa senza forma, viene cotta sulla pietra nei forni a legna. La Sagra della Sceblasti si svolge in tre Piazze della cittadina: la piazza principale, piazza Sant'Anna e Piazza dei Caduti, e si mangia tra le tradizionali case a corte e le tipiche abitazioni, viene preparata con diversi ingredienti: farina, zucchine, olive, cipolla, zucca, olio e sale.
Il fascino delle piccole sagre dei paesi salentini, hanno ispirato la filosofia del Mercatino del Gusto che nella prima settimana di agosto porta nei vicoli della bellissima Maglie tanti prodotti tipici da degustare passeggiando: formaggi freschi e stagionati, friselle al pomodoro, pucce, cupeta, mustaccioli, pasticciotti, insomma un vero e proprio paradiso dei golosi del dolce e del salato.

Ma la "sceblasti" non è l'unica prelibatezza da cercare nelle sagre meno note e dai nomi particolari perché legati strettamente al dialetto e alle usanze contadine, ecco un elenco di sagre imperdibili e meno note, occasioni perfette per assaggiare le bontà salentine: 5-6 agosto - Sagra della cozza piccinna – Melendugno; 5 agosto - Sagra te la Cucuzzata - Vitigliano (S.Cesarea); 6 agosto - Sagra delle Trozzelle - Vaste (Poggiardo); 9 agosto - Sagra te Ciceri e Tria – Ugento; 12 agosto - Sagra della Simeddha - Depressa (Tricase); 17 agosto - Sagra della Pirilla – Ortelle; 19 agosto - Sagra della 'mpilla - Chiesanuova (Sannicola); 20-21 agosto - Festa dei Tamburellisti; Diso 3° domenica di agosto - Sagra del pesce "a sarsa"(pesce fritto e poi marinato con mollica di pane raffermo, aceto, aglio e menta) – Castro; 4 agosto "Sagra della Ficandò" ad Alessano (Leuca); 12 agosto "Sagra de li Capuvacanti e de li Piatti chini" a Gagliano del Capo; 14 agosto "La Sagra de lu Porcu Pri Pri e della pasta casereccia" a Montesardo (frazione di Alessano, nel Capo di Leuca).

Impossibile non menzionare la regina delle sagre salentine, ovvero la Sagra della Moniceddhra a Cannole che si tiene ogni anno dal 10 agosto per cinque giornate. Qui si possono degustare le tipiche lumachine di terra, chiamate municeddhe (piccole monache) per la patina (detta "panna") che viene prodotta per chiudere l'entrata del guscio, che ricorda le cuffie inamidate che un tempo portavano le monache.
Le "municeddhe" vengono cucinate in diverse maniere, accompagnate dal "laccio", il sedano, tutte da gustare al suon di pizzica.

Insomma, lasciatevi conquistare da questa terra che sconfina nel Mediterraneo e portatevi via un po’ dei suoi sapori, della sua magia rituale, del suo ritmo indimenticabile.